Picture1Figure 1 - Technological & Architectural EvolutionLa piattaforma DeepView è stata progettata al fine di poter sfruttare dinamicamente le evoluzioni tecnologiche che coinvolgono le componenti infrastrutturali su cui la piattaforma deve necessariamente appoggiarsi. In quest’ambito, le ultime tendenze sono ben riassunte nella figura 1.

Il concetto fondamentale espresso da questa rappresentazione, sottolinea come l’evoluzione continua dei modelli architetturali, coinvolge orizzontalmente e verticalmente tutti i processi: lo sviluppo applicativo, le architetture delle applicazioni, i modelli di distribuzione delle risorse, i modelli tecnico/organizzativi dei centri di erogazione.

La piattaforma DeepView segue questa tendenza sfruttando la modularità del proprio disegno architetturale, mantenendo costantemente aggiornate le proprie componenti tecnologiche, pur garantendo la retro-compatibilità verso le tecnologie precedentemente utilizzate (vedi fig. 2).

Picture2Figure 2 - DeepView Supported ArchitecturesAttualmente la piattaforma DeepView può essere distribuita attraverso approcci infrastrutturali Tradizionali, Virtuali o a Container, anche combinando tra loro questi paradigmi infrastrutturali.

La scelta di investire costantemente sull’innovazione delle tecnologie e delle competenze, sia in termini di sviluppo applicativo che infrastrutturale, amplia gli scenari operativi della piattaforma DeepView, consentendo di scegliere per ogni implementazione (sia on-premise, che ibrida che As a Service), l'architettura infrastrutturale che sia in grado di garantire un corretto bilanciamento tra prestazioni, affidabilità, scalabilità e costi di implementazione e mantenimento.

Tali concetti sono applicati non solo alle scelte architetturali, che siano queste applicative o infrastrutturali, ma arrivano a coinvolgere anche la scelta delle singole componenti hardware (per le installazioni on-premise, ibride e As a Service) attraverso l’utilizzo delle specifiche sviluppate dal progetto OCP (Open Compute Project).

La piattaforma DeepView è stata concepita per essere erogata in modalità Stand-Alone (On Premise) attraverso un approccio Traditional IT che ne abbia in carico la gestione completa, o in modalità As A Service attraverso approcci di tipo IaaS, PaaS, SaaS o Ibrido.

Modelli di Distribuzione "As a Service" (SaaS, IaaS & PaaS)

Distribution Models OverviewFigure 3 - DeepView Supported ArchitecturesLa figura 3 ben rappresenta le caratteristiche del modello di Business “As a Service” evidenziando, rispetto alle modalità IaaS e PaaS, gli ambiti di competenza del cliente (evidenziati in blu) e quelli di competenza del Team DeepView (in grigio), rispetto al modello Tradition IT.

Nel modello SaaS la componente applicativa, le configurazioni e le rispettive customizzazioni, così come le risorse hardware utilizzate rimarranno di competenza DeepView e risiederanno completamente presso il Data Center proprietario ValueCore. 

Modello On-Premise

Nel modello On-Premise l’implementazione della piattaforma avviene interamente su infrastrutture Hardware di proprietà del cliente, compresi tutti i servizi di networking, di connettività e di sicurezza perimetrale ad esse collegate.

SaaS Business Model ExampleFigure 4 - DeepView SaaS Model ExampleL’implementazione on-premise avviene attraverso l’acquisto, da parte del cliente finale, di una specifica licenza DeepView e dei servizi professionali necessari per l’installazione dei vari componenti di core e per la gestione delle dipendenze infrastrutturali, oltre che per la parametrizzazione dei vari processi DeepView rispetto agli scenari operativi.

Interviene così un’ulteriore componente consulenziale, che valuterà, progetterà (normalmente durante la PSA) e poi realizzerà il processo di integrazione della piattaforma DeepView all’interno dei Sistemi Informativi del cliente finale.

Modello Ibrido

Il modello ibrido è stato pensato per supportare quelle organizzazioni che decidono di mantenere solo parte dell’architettura DeepView all’interno del proprio sistema informativo, scegliendo liberamente quali componenti demandare invece al servizio SaaS.

HybridFigure 5 - DeepView Hybrid Business Model ExampleLa figura 5 di seguito presentata rappresenta un possibile scenario realizzabile attraverso l’approccio ibrido: in questo caso i processi di configurazione, memorizzazione, crawling sulle fonti interne e visualizzazione vengono implementati on-premise mentre i processi di analisi e crawling sulle fonti esterne sono demandati al servizio SaaS. Gli aspetti progettuali legati alle scelte architetturali, derivano dalle attività consulenziali (TSA e PSA) necessarie al corretto dimensionamento degli scenari operativi di riferimento. La possibilità d’implementazione della piattaforma in modalità ibrida rappresenta un’ulteriore plus dell’offerta tecnico/commerciale DeepView.

L’implementazione della piattaforma in modalità ibrida rappresenta un’ulteriore plus dell’offerta commerciale DeepView, che non ha eguali rispetto a quanto offerto oggi dalla concorrenza.  

Considerazioni sul Modello "As a Service"

Picture3Figure 6 - Why Hybrid?Le organizzazioni committenti determinano il modello applicativo da utilizzare, sulla base di valutazioni che riguardano anche la segregazione o la protezione dei dati trattati dalla piattaforma, specialmente se tra questi vengono utilizzate informazioni provenienti dall’interno dell’organizzazione stessa, preferendo quindi un’installazione on-premise. In realtà, a queste considerazioni assolutamente pertinenti, ne vanno aggiunte altre di carattere tecnico e organizzativo. 

La complessità tecnologica intrinseca della Piattaforma DeepView è direttamente proporzionale agli scenari operativi che questa dovrà gestire; conseguentemente anche le organizzazioni di classe Enterprise potrebbero avere difficoltà nel provisioning e deploy (rollout) infrastrutturale e applicativo necessario ad una implementazione (on-premise, As a Service o Ibrido) di un sistema Big Data. Va inoltre considerato che a tali difficoltà vanno aggiunte tutte quelle attività che riguardano il monitoraggio e la manutenzione del sistema, che comunque non possono essere effettuate da personale privo di strumenti e particolari competenze, e comunque non senza la supervisione del Team DeepView.

Un ulteriore elemento di attenzione va identificato nella particolare attività necessaria ad implementare processi di crawling del Surface, ma ancora di più del Deep o Dark Web. Intervengono in questi scenari problematiche complesse che riguardano le performance generali, le tematiche reputazionali, l’anonimato delle attività effettuate e la sicurezza, infrastrutturale e applicativa, dei sistemi coinvolti.

In sostanza l’attivazione in SaaS della piattaforma DeepView è generalmente consigliata in quanto diminuisce gli impatti economici, tecnologici e organizzativi verso la Committenza.

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